20 giorni in Cina

Per il nostro viaggio in Cina dal 4 al 24 luglio 2026 abbiamo seguito un itinerario con partenza da Pechino e arrivo a Shanghai, passando per Xi'an, le Avatar Mountains, lo Yunnan e tante altre tappe che elencherò qui di seguito.

  • Giorno 1 - Arrivo a Pechino e Palazzo d'Estate
  • Giorno 2 - Grande Muraglia (tratto di Mutianyu)
  • Giorno 3 - Pechino
  • Giorno 4 - Tempio Shaolin e Monte Songshan
  • Giorno 5 - Motne Huashan
  • Giorno 6 - Xi'an
  • Giorno 7 - Esercito di Terracotta
  • Giorno 8 - Wulingyuan (Avatar Mountains)
  • Giorno 9 - Wulingyuan (Tianzi Mountain)
  • Giorno 10 - Tianmen Mountain
  • Giorno 11 - Chengdu + Research Base of Giant Panda Breeding
  • Giorno 12 - Giant Buddha di Leshan
  • Giorno 13 - Shangri-La
  • Giorno 14 - Gola del Salto della Tigre
  • Giorno 15 - Lijiang
  • Giorno 16 - Monte Innevato del Drago di Giada e Blue Moon Valley + Dali
  • Giorno 17 - Puzhehei
  • Giorno 18 - Stone Forest + Jiuxiang + Kunming
  • Giorno 19 - Shanghai
  • Giorno 20 - Suzhou
  • Col senno di poi... (Problemi riscontrati e consigli utili)

 Disclaimer: soggiornare in hotel di lusso non era tra le nostre priorità, quindi quelli che troverete qui saranno alloggi economici piuttosto che belli o confortevoli.

Le tappe del nostro viaggio

Giorno 1 - Arrivo a Pechino e Palazzo d'Estate ⭐⭐⭐

Siamo atterrati a Pechino alle 12:30 circa. Una volta usciti dall'aeroporto ci siamo subito recati a Palazzo d'Estate, perché non saremmo riusciti a visitarlo in nessun altro momento del nostro soggiorno a Pechino. Il Palazzo d'Estate è un immenso complesso di giardini, laghi e palazzi, coperto per tre quarti dall'acqua. Costruito a partire dal 1750, fu utilizzato dagli imperatori cinesi come residenza di villeggiatura per sfuggire al caldo soffocante della Città Proibita. Abbiamo comprato i biglietti direttamente all'ingresso. L'ingresso più gettonato è l'East Gate, perché più vicino alle attrazioni principali all'interno del parco. Noi siamo entrati dal West Gate dal momento che era più vicino alla fermata della nostra metro. Entrare dal West Gate presuppone che per arrivare alle attrazioni si debba fare una passeggiata di mezz'ora all'interno del parco e del lago Kunming, cosa che abbiamo trovato molto piacevole.  La salita al padiglione dell'incenso ha un costo di circa €1, separato dal biglietto d'ingresso. Siamo poi usciti dall'East Gate e con la metro siamo arrivati al nostro hotel (Jialong Longmen, tutto sommato carino).

La sera siamo andati a mangiare nel quartiere Guijie. Cercavamo un posto con street food ma siamo finiti in una via di ristoranti veri e propri (comunque buoni e dai sapori autentici).

Giorno 2 - Grande Muraglia (tratto di Mutianyu) ⭐⭐⭐⭐⭐

Il nostro secondo giorno di vacanza ci ha insegnato una lezione che ci siamo portati dietro per il resto del viaggio: non avremmo mai più prenotato un'esperienza tramite pacchetto turistico di Trip.com. La visita alla Grande Muraglia può risultare complessa dal momento che gli unici due tratti ben collegati con Pechino sono Badaling e Mutianyu (completamente ristrutturati, non ci sono tratti di Muraglia originale) che sono anche i più turistici. Arrivare agli altri punti della Muraglia prevede una serie di cambi di mezzo di trasporto descritti in modo confusionale, che ci ha spinto a prenotare un pacchetto turistico per visitare Mutianyu. Siamo partiti alle 8:00 da Pechino in autobus e siamo arrivati circa alle 11:00. Poco prima dell'arrivo la guida (che parlava eccezionalmente anche inglese) è passata a vendere a ogni visitatore i biglietti delle attrazioni della Muraglia. La formula che proponeva di default era: biglietto della cabinovia a/r + biglietto della seggiovia e biglietto del toboggan (una specie di bob su pista che in Cina va molto di moda) solo andata. In pratica ci stava proponendo di salire in cabinovia, scattare qualche foto per poi ridiscendere con la stessa cabinovia (senza neanche passeggiare sulla Muraglia! O comunque facendo avanti-indietro per riprendere la cabinovia dallo stesso punto). Tornati giù, avremmo dovuto spostarci a piedi per 3 minuti (la guida ha tenuto a specificare a tutti che erano SOLO tre minuti, per paura che qualcuno si scoraggiasse all'idea di dover camminare), prendere la seggiovia e ridiscendere col toboggan lì a fianco. Noi, al secondo giorno in Cina, non eravamo ancora pronti a questo tipo di turismo super di massa, abbiamo ragionato qualche secondo e, incalzati dalla guida, abbiamo comprato un biglietto della cabinovia solo andata e il toboggan per scendere, con l'idea di camminare sulla Muraglia tra un punto e l'altro.

 Siamo scesi dal bus e, dopo aver attraversato il viale di ristoranti e negozi (in Cina ogni attrazione presenta all'entrata e/o all'uscita un parco consumistico a tema tipo Gardaland), e dopo aver comprato del cibo da asporto, siamo arrivati alla coda per la cabinovia: era lunga chilometri. Abbiamo atteso in fila oltre un'ora per prendere una cabinovia dalla durata di 2 minuti. Il percorso alternativo per salire a piedi dura circa 40 minuti in mezzo agli alberi. Consigliamo vivamente di non comprare il biglietto della cabinovia e perccorrere la strada a piedi. Noi, che siamo due camminatori, ci siamo a dir poco mangiati le mani.

Il tratto di Muraglia di Mutianyu permette di visitare le torri dalla 1 alla 23. La cabinovia ti porta alla numero 14 (salendo a piedi invece arrivi alla 6 o alla 12). La seggiovia e il toboggan arrivano e partono dalla 6. Superata la calca infernale delle torri adiacenti alla 14 siamo arrivati a piedi fino alla 23. Il percorso è estremamente ripido e piuttosto faticoso. La view dalla torre più alta non ripaga granché la fatica ma noi eravamo esaltati lo stesso. Abbiamo fatto poi la strada al contrario, superato la torre 14 e proseguito verso le successive. Il tratto tra la torre 14 e la 6 è molto più scenico ed emozionante. La Muraglia si snoda sulle colline con la sinuosità di un dragone tipico dell'immaginario cinese. Siamo arrivati fino alla 4, poi siamo tornati indietro alla 6 per prendere il toboggan di cui ormai avevamo pagato il biglietto: altra coda infernale. Ci mettiamo in fila e dopo circa 45 minuti inizia a piovere. Il toboggan viene fermato, scendiamo a piedi dal sentiero (in mezz'ora scarsa) e ci facciamo rimborsare i biglietti. La Muraglia è bellissima, tutto il resto: mai più.

La sera siamo andati a mangiare nel quartiere di Nanluoguxiang: molto caratteristico, pieno di locali street food e food courts. Ci è piaciuto!

Giorno 3 - Pechino ⭐⭐⭐⭐

La mattina abbiamo visitato la Città Proibita. È importante prenotare l'ingresso circa una settimana prima o si rischia di non poter entrare. Noi abbiamo prenotato l'ingresso delle 8:30, siamo arrivati alle 8:00 e comunque abbiamo fatto mezz'ora di coda. Preparatevi a un fiume di turisti anche in questa occasione.

La Città Proibita è il monumentale complesso che fu il palazzo imperiale cinese per quasi 500 anni, situato nel cuore esatto di Pechino, a nord di Piazza Tian'anmen. Chiamata così perché inaccessibile al popolo senza l'espresso permesso dell'imperatore, è il complesso di palazzi antichi più grande del mondo.

L'ingresso della città proibita è al South Gate e l'uscita è al North Gate. Nonostante avessimo trovato informazioni sulla possibilità di depositare i bagagli, che sarebbero stati trasferiti da un gate all'altro, una volta lì nessuno sapeva darci indicazioni a riguardo (esperienza frequente in Cina), quindi ci siamo portati gli zaini in spalla tutto il tempo.

Usciti dal North Gate della Città Proibita siamo entrati al Jinshan Park, da cui è possibile raggiungere un punto panoramico che permette uno sguardo dall'alto sulla Città Proibita e il resto di Pechino. Abbiamo poi fatto un giro in pedalò nell'altro parco famoso della capitale, Beihai, altrettanto piacevole.

Dopo pranzo abbiamo passeggiato in piazza Tian'anmen (bisogna prenotare l'ingresso non a pagamento) e fatto merenda nella bellissima Qianmen Street.

A seguire ci siamo recati al Tempio del Cielo, ma un forte temporale ci ha costretto a ripararci per quasi mezz'ora alla fermata della metro. Arrivati al tempio, abbiamo potuto visitarne solo il parco (comunque a pagamento), poiché l'ingresso al tempio chiudeva alle 18:00.

La nostra visita della capitale si è conclusa con lo spostamento alla stazione di Beijingxi (Pechino ovest), dove abbiamo preso il treno con cuccetta per Luoyang. Questa opzione ci ha permesso di spostarci di notte, risparmiando tempo e denaro.

Giorno 4 - Tempio Shaolin e Monte Songshan ⭐⭐⭐⭐⭐

Nell'area di Luoyang ci sono due attrazioni principali: il Tempio Shaolin e le Grotte Longmen. Entrambe sono più facilmente raggiungibili dalla stazione Luoyang Longmen, collegata via metro alla stazione centrale. Il nostro piano era visitare prima Shaolin e dopo le grotte Longmen, più vicine alla stazione. Spoiler: le grotte non le abbiamo mai viste, tra poco spieghiamo perché.

Raggiungere il Tempio Shaolin è stata una di quelle esperienze nebulose del nostro viaggio in Cina. Su internet avevamo trovato informazioni su degli autobus che da Luoyang Longmen portavano al tempio e sulla presenza di un luggage storage in stazione. Non abbiamo trovato niente di tutto ciò. Abbiamo preso una navetta trovata per caso (nel senso che non è un servizio standard, semplicemente un uomo in stazione ci ha visto spaesati e ci ha offerto un passaggio a pagamento) e ci siamo portati dietro gli zaini, che abbiamo poi potuto lasciare all'ingresso del "parco a tema" del tempio. Shaolin (costo ingresso circa €12) non è solo un tempio, ma un complesso che include vari templi, scuole di Kung Fu, cabinovie per il Monte Songshan e una foresta di pagode.

Il tempio Shaolin di per sé è veramente bello, ci è piaciuto e ci ha dato la sensazione di respirare un po' di spiritualità. A seguire abbiamo passeggiato lungo la foresta di pagode e fatto le "piccole" escursioni sul monte sacro Songshan relative alle due cabinovie che si possono prendere. Non sono consecutive: entrambe si prendono a/r.

La prima, quella tutta colorata, porta al tempio Erzu Nunnery (molto caratteristico e silenzioso) e all'imbocco di una passeggiata in salita di 15 minuti che porta a un punto panoramico. Tutto carino, ma è quasi più il tempo passato in cabinovia.

La seconda è stata un'escursione vera, e non ce l'aspettavamo. La cabinovia porta all'inizio di un sentiero panoramico meraviglioso, arroccato sul pendio della montagna. Fin da subito si vede un tempio, detto dei Tre Imperatori. Sembra lì, raggiungibile in pochi passi, ma il percorso per arrivarci si rivela lungo un'ora a passo lesto. Ci siamo ritrovati letteralmente a correre, perché il luggage storage dove abbiamo lasciato gli zaini chiude alle 17:00. Nonostante la fretta il sentiero è davvero magnifico, uno dei più scenici di tutta la vacanza. Precisazione: il tempio dei Tre Imperatori non è davvero raggiungibile, il sentiero ti porta abbastanza vicino da scattare delle belle foto ma il complesso, almeno al momento della nostra visita, era chiuso. Questa escursione improvvisata durata due ore è stata il motivo per cui abbiamo dovuto saltare le Grotte Longmen, che chiudono alle 19:00. Siamo stati comunque molto soddisfatti. Prendendo un Didi e poi un treno abbiamo raggiunto la nostra prossima destinazione: Huashan.

Giorno 5 - Monte Huashan ⭐⭐⭐⭐⭐💯

Questa è stata una delle esperienze più belle di tutto il viaggio. Huashan è uno dei monti sacri del Taoismo cinese e consiste in 5 vette che vanno dai 1600 ai 2100 metri. Ci sono due possibili percorsi:

  • Il primo prevede di salire al West Peak con la cabinovia e di raggiungere il South Peak, il più alto, con pochi metri di salita (poi eventualmente proseguire alle altre cime). È l'opzione più gettonata perché meno faticosa.
  • Il secondo prevede la salita in cabinovia al North Peak, il più basso. Per raggiungere tutte le altre vette è necessario camminare in salita, spesso anche piuttosto ripida.

Ovviamente noi abbiamo scelto la seconda opzione. I biglietti delle cabinovie si acquistano tramite i mini-programmi di WeChat, che con SIM e passaporto stranieri spesso e volentieri non vanno, quindi noi siamo stati aiutati dalla gentilissima proprietaria dell'hotel Flora Hotel - Huashan Landscape.

Di prima mattina non c'è quasi nessuno e l'atmosfera è mistica. L'ordine dei peaks del nostro giro è stato North → Central → East → South → West, da cui abbiamo preso la cabinovia a scendere.

Il giro, come già detto, è stato bellissimo e non vogliamo spoilerare troppo per permettere a tutti di sorprendersi passo dopo passo, vetta dopo vetta come è successo a noi. Facciamo però una precisazione riguardo un aspetto che ci avrebbe fatto piacere sapere prima. Sul Monte Hua ci sono due sentieri "avventurosi" che richiedono l'uso di imbragatura (fornita in loco e a pagamento). Non sostituiscono il sentiero normale, sono delle deviazioni che partono e arrivano nello stesso punto. Il primo si trova sull'East Peak e si chiama Yaozi Fanshen (o Sparrow Hawk Flips Over). È davvero molto bello e include una prima parte di ferrata vera e propria, con uso di doppio moschettone (livello comunque facile). Il secondo si trova tra East e South Peak, si chiama Changkong Plank Walk ed è celeberrimo - l'avevamo visto anche sui social e ci sono turisti che visitano il monte Hua solo per questa esperienza. Ci ha fatto ad dir poco pena. Innanzitutto, non siamo riusciti a prenotare nessuno dei due percorsi (per via delle solite complicazioni del sistema di prenotazioni cinese) ma, mentre nel primo caso  non abbiamo fatto coda, nel secondo abbiamo dovuto attendere 2 ore. Il percorso non era per niente avventuroso, era una processione di una trentina di persone che per scattarsi centinaia di foto sulla passerella sospesa (super scenica, per carità) procedeva a un passo estremamente lento. Dura due ore ed è lunga circa 300 metri. È stata una delle tante attrazioni potenzialmente bellissime ma rese spiacevoli dal turismo di massa. Tolto questo neo, la giornata è stata splendida.

Con Huashan nel cuore ci avviamo alla prossima tappa: Xi'an.

Giorno 6 - Xi'an ⭐⭐⭐⭐⭐

La nostra visita di Xi'an è iniziata in realtà la sera del quinto giorno. Arrivati all'hotel (che non consigliamo perché non si è rivelato in una posizione strategica), ci siamo fatti una doccia e abbiamo preso un Didi per il quartiere musulmano. È un capolavoro a cielo aperto. Un tripudio di colori, odori, sapori e rumori di una città viva che ha tanto da raccontare. Raccomandiamo moltissimo.

 Il giorno successivo, con una temperatura percepita di 42°C, abbiamo visitato la città dando la precedenza alle attrazioni fuori dalle mura:

  • Il Tempio taoista degli Otto Immortali;
  • La Pagoda della Grande Oca Selvatica (e il complesso circostante);
  • La Pagoda della Piccola Oca Selvatica (e il parco circostante, senza il museo di Xi'an).

Ci è piaciuto tutto moltissimo. Da Amap abbiamo visto che c'erano altre zone con ristoranti e negozietti fuori dalle mura, ma abbiamo preferito spostarci all'interno (contrattando il prezzo di un TukTuk) per visitare altri posti consigliati.

 All'interno delle mura abbiamo visitato:

  • La Grande Moschea, sempre nel quartiere musulmano (un eccelso esempio di eclettismo di stili e perfetta convivenza di due culture, araba e cinese);
  • La Residenza Gao;
  • La Torre del Tamburo;
  • La Torre della Campana.

Ancora una volta: abbiamo apprezzato ogni cosa.

Verso il tramonto abbiamo fatto il giro sopra le mura noleggiando un tandem (è possibile noleggiare le bici in un punto e riconsegnarle in un altro). Stare in alto ci ha dato l'opportunità di scorgere una zona della città piena di vicoli stretti e casette illuminate che non conoscevamo: Yongxingfang. Abbiamo riconsegnato il tandem e siamo scesi in questo grazioso quartiere dove abbiamo cenato e visto qualche danza. Merita una visita.

Giorno 7 - Esercito di Terracotta ⭐⭐⭐⭐

Con un'ora e mezza di viaggio, prendendo due metro e un Didi (c'è anche un autobus ma è più lento), siamo arrivati all'acclamato esercito di terracotta di Xi'an. È necessario prenotare i biglietti.

L'opera è impressionante: un gigantesco monumento funebre composto da migliaia di soldati di terracotta, cavalli e carri, disposti secondo le strategie di guerra dell'imperatore Qing del 200 a.C. Questo capolavoro scultorio merita assolutamente di essere visitato e "studiato" (nel senso di leggere informazioni a riguardo e non limitarsi a osservare). Preparatevi al solito migliaio di turisti cinesi che si ammassano nei punti da cui fare gli scatti migliori, rubano il posto in fila e sono molto rumorosi.

Abbiamo trovato meno interessante la parte del mausoleo dell'imperatore e le sale lì intorno, come quella dei Carri di Bronzo. Per raggiungere la zona tra l'altro, bisogna attraversare per un quarto d'ora il parco a tema dell'attrazione, prendere un autobus, camminare per venti minuti e poi rifare tutto per tornare indietro. Secondo noi non ne vale la pena.

 La nostra giornata è finita presto poiché la sera abbiamo preso un volo per la tappa successiva: Zhangjiajie. Abbiamo pernottato all'hotel Shanjian Boutique Hotel a Wulingyuan (35 minuti dall'aeroporto di Zhangjiajie) per essere più comodi l'indomani con l'ingresso al parco.

Giorno 8 - Wulingyuan (Avatar Mountains) ⭐⭐⭐⭐⭐💯

Capirci qualcosa di come si visita questo bellissimo parco è difficile se non ci si è mai stati, per questo cercheremo di essere il più chiari possibile.

Su Trip.com si acquista un pass di 4 giorni per visitare il parco, che include le navette interne  (ma non le funivie o l'ascensore panoramico). È l'opzione giusta anche se si pianifica di passarci meno tempo (noi siamo stati solo due giorni). Al momento dell'acquisto si deve selezionare lo slot orario dell'ingresso e il Gate. I due Gate più convenienti a livello logistico sono l'East Gate e il South Gate. In particolare l'East Gate è proprio in centro a Wulingyuan e il più vicino a una delle attrazioni principali: il Bailong Elevator. La maggior parte dei visitatori accede da qui. Per tutti gli ingressi successivi al primo bisogna ripetere la prenotazione: non si deve pagare di nuovo, ma si deve dichiarare da quale ingresso entrerai e in che slot orario. Siccome non siamo riusciti a farlo da WeChat, abbiamo chiesto a un'operatrice del Tourist Information Center direttamente al Gate di farlo per noi per il giorno successivo. È stata molto gentile.

 Il parco è suddivisibile in quattro aree di interesse:

  • Yuanjiajie: altopiano (raggiungibile a piedi o col Bailong Elevator) che offre la vista più spettacolare sulle Avatar Mountains;
  • Yangjiajie: altopiano collegato al precedente, offre panorami stupendi ma meno iconici di Yuanjiajie ed è meno presa d'assalto dai turisti;
  • Tianzi Mountain: altro altopiano non direttamente collegato a Yuanjiajie, a nostro avviso meno spettacolare dei primi due;
  • Golden Whip Stream: è un sentiero bellissimo di 7 km che attraversa il fondovalle, collega il South Gate al Bailong Elevator ed è pieno di macachi!

 La visita del parco entrando dall'East Gate è strutturata in due itinerari che vengono chiamati Line A e Line B (per quanto riguarda gli altri Gate non lo sappiamo: anche se il primo giorno siamo entrati dal South Gate abbiamo sempre camminato senza attenerci a un percorso pre-strutturato).

  • La Line A consiste nella navetta che dall'East Gate ti porta alla cabinovia per salire a Tianzi Mountain. Da lì puoi girare a piedi e/o prendere una navetta che ti porta a Yangjiajie e fa fermate intermedie su richiesta.
  • La Line B prevede di prendere la navetta per il Bailong Elevator che ti porta a Yuanjiajie.

Veniamo alla nostra esperienza. Il primo dei due giorni siamo entrati dal South Gate (25 minuti di auto dal nostro hotel) perché al momento della prenotazione su Trip.com gli ingressi dall'East Gate erano esauriti. Quella che all'inizio sembrava una sfortuna si è rivelata una benedizione, tant'è che consigliamo vivamente questo percorso.

Dal South Gate ci siamo incamminati sul Golden Whip Stream, il bellissimo sentiero pianeggiante lungo il fiume e pieno di scimmie. Ne abbiamo percorso circa metà, finché non abbiamo trovato, per caso, una diramazione, ovvero una scala che saliva ripida. E' un sentiero vecchio che collega il Golden Whip Stream a Yuanjiajie. La salita è ripida e il sentiero è poco curato (siccome non lo percorre nessuno lo hanno anche chiuso a una delle due estremità, ma si passa lo stesso), ma per chi ama camminare ne vale la pena: in 45 minuti di sudore e di umidità altissima si arriva in quota e si vedono piano piano spuntare i picchi delle Avatar Mountains - che hanno tutto un altro sapore se vengono conquistati così, piuttosto che in ascensore!

Dopo aver girato le numerose terrazze panoramiche di Yuanjiajie, pranzato (ci sono un sacco di stand col cibo) e attraversato il "No. 1 Bridge in the World" abbiamo raggiunto a piedi il parcheggio da cui partono le navette per Yangjiajie. I punti panoramici più famosi di Yangjiajie sono il "One Step to Heaven" e la "Skywalk", che abbiamo trovato tanto emozionanti quanto le Avatar Mountains vere e proprie. Segnaliamo che il sentiero che scende dal One Step to Heaven alla base della cabinovia di Yangjiajie è chiuso. Siamo tornati al parcheggio di Yangjiajie dove ci aveva lasciato il bus, lo abbiamo ripreso in direzione opposta e con un cambio siamo arrivati al Bailong Elevator, che abbiamo preso in discesa al prezzo di €8. L'esperienza in discesa è meno emozionante che in salita probabilmente, ma almeno non abbiamo fatto neanche un secondo di coda, cosa che in salita è alquanto improbabile. Una volta usciti dall'ascensore abbiamo preso la navetta per l'East Gate e siamo tornati in hotel a piedi.

 La sera siamo usciti a mangiare a Wulingyuan, un centro vivo e illuminato ma iper-turistico.

Giorno 9 - Wulingyuan (Tianzi Mountain) ⭐⭐⭐

Partendo dall'East Gate abbiamo preso la navetta per la cabinovia di Tianzi Mountain ma ci siamo fatti lasciare a un punto intermedio che avevamo visto dalla mappa essere il punto di partenza di un sentiero per arrivare in cima a piedi. Percorriamo il sentiero, ripido e umido come quello del giorno precedente, passiamo sotto un grosso arco di roccia e in meno di un'ora arriviamo a Tianzi Mountain. Anche la vista da qui ha il suo perché, sulle montagne simil-Avatar ma un po' più sottili. Tuttavia le terrazze panoramiche sono meno numerose di quelle di Yuanjiajie e anche meno spettacolari. Pensiamo che abbiano scelto Tianzi come Line A e Yuanjiajie come Line B proprio per non lasciare i visitatori delusi dal confronto prima e dopo, tenendo invece il meglio per ultimo. Da Tianzi abbiamo preso un bus per Yangjiajie ma ci siamo fatti lasciare a una fermata intermedia da cui partiva una navetta elettrica a pagamento che portava a un sentiero. Questo sentiero (che fa a/r nello stesso punto) conduce allo spot panoramico di Laowuchang, da cui ammirare le Avatar Mountains (quelle vere!) e il Bailong Elevator da un'altra prospettiva.

Siccome era presto ci siamo ricollegati a Yuanjiajie tramite autobus e abbiamo salutato per l'ultima volta quel panorama unico. Siamo ridiscesi dal sentiero percorso in salita il giorno prima, siamo risbucati sul Golden Whip Stream e abbiamo camminato sull'ultimo tratto che ci mancava, quello che arriva alla base del Bailong Elevator, che è ancora più pieno di scimmie del primo. Navetta fino all'East Gate, ritorno in hotel per recuperare i bagagli e partenza per Zhangjiajie. Prossima fermata: Tianmen Mountain!

Giorno 10 - Tianmen Mountain⭐⭐⭐⭐

Dopo aver passato la notte in uno dei numerosi hotel low-cost nei pressi della cabinovia che dal centro città porta al monte Tianmen abbiamo depositato i bagagli e abbiamo dato il via alla nostra giornata - partendo proprio dalla cabinovia.

Facciamo un po' di chiarezza, dato che anche le spiegazioni su questa escursione sono tutt'altro che limpide. Anche in questo caso ci sono due itinerari possibili, stavolta da decidere al momento dell'acquisto del biglietto (su Trip.com).

  • Line A: Cabinovia in centro a Zhangjiajie + Scenic Bus (chiamato "dei 99 tornanti", che poi non sono davvero 99). Si arriva ad un piazzale da cui ammirare la Heaven's Gate e da cui iniziano i 999 steps che ti portano proprio alla Heaven's Gate. Al ritorno, da quello stesso piazzale si prende una cabinovia in discesa (diversa dalla prima) e poi un autobus che riporta al al piazzale della prima cabinovia in centro a Zhangjiajie.
  • Line B: dal piazzale della cabinovia di Zhangjiajie si prende un autobus che porta a un'altra cabinovia (quella che la Line A prende in discesa). Quest'ultima porta al piazzale da cui ammirare la Heaven's Gate e da cui iniziano i 999 steps. Per scendere si prende lo Scenic bus dei 99 tornanti e poi la funivia che porta in centro a Zhangjiajie. In pratica è il percorso A al contrario.

Per quanto ci piaccia camminare non abbiamo considerato di fare i percorsi alternativi a piedi perché la salita è veramente lunga e il caldo a luglio è forte. Inoltre alle 16:00 partiva il nostro treno per Chengdu e il tempo che avevamo a disposizione non era molto.

La cosa più assurda, a proposito della possibilità/voglia di camminare, è che uno può arrivare in cima al monte Tianmen (anche al di sopra della Heaven's Gate) letteralmente senza fare un passo in salita. Anzi, c'è un tratto in cui non si può camminare affatto e si è obbligati a usare le scale mobili. Dopo essere arrivati al piazzale abbiamo intrapreso i 999 gradini (ne abbiamo contati però 905). Da lì si vede attraverso il grosso buco che fora il monte, la Heaven's Gate. Per salire poi in cima al monte bisogna necessariamente prendere 7 rampe scale mobili. Il fatto che non ci sia modo di salire a piedi ci ha fortemente contrariato (la montagna dovrebbe essere di tutti, a prescindere dal biglietto che si paga per visitare l'attrazione!) e, inutile dirlo, questa soluzione asseconda e incentiva, ancora una volta, il turismo di massa, rendendo la vetta accessibile anche ai più pigri.

In cima al monte Tianmen si snodano una serie di sentieri e passerelle sospese e trasparenti (queste ultime a pagamento). L'umidità ha reso impossibile una vista nitida sulla città, in compenso il tempio buddhista arroccato sulla montagna che si incontra percorrendo uno dei sentieri è molto bello.

Tornati a Zhanjiajie abbiamo pranzato e preso poi il treno per Chengdu (4 ore). Il nostro hotel a Chengdu è stato una piccola gemma che vogliamo assolutamente consigliare. Si chiama Poshpacker Chengdu Flipflop Hostel e si trova a 8 minuti a piedi dalla metro. All'interno lavora un team di giovani ragazzi, molto disponibili e simpatici (parlano anche inglese). L'hotel ha uno stile particolare e riconoscibile, con luci soffuse, fogli di giornale appesi alle pareti, divanetti e persino un tavolo da biliardo. Al momento del check-in lo staff ci ha aggiunto a un gruppo WhatsApp insieme a tutti gli altri clienti (tutti ragazzi e ragazze giovani), dove si possono chiedere informazioni e dove i membri dello staff propongono attività da fare tutti insieme, come gite, giri in bici nella città e laboratori. Purtroppo il nostro programma di due giorni era già full e non abbiamo potuto sfruttare queste opportunità, ma se potessimo tornare indietro dedicheremmo a Chengdu qualche giorno in più proprio per fare qualcosa insieme ai ragazzi dell'hotel.

Giorno 11 - Chengdu + Research Base of Giant Panda Breeding ⭐⭐⭐⭐

Il centro di ricerca sui panda si trova a circa un'ora dall'hotel. Per raggiungerlo abbiamo preso la metro fino alla fermata successiva a Panda Avenue e poi Didi (anche se c'erano dei bus). Il centro è enorme e una volta entrati dall'ingresso principale consigliamo di andare subito alle "Ville" (così si chiamano le grosse stanze dove alloggiano panda) più lontane, per seminare la folla. È proprio in queste ultime che siamo riusciti a vedere i panda più da vicino (attraverso il vetro) e senza frenesia o gente che urla - sì, c'è un sacco di gente che urla nonostante i cartelli che invitano al sienzio per rispettare gli animali. I panda rossi, più piccoli di quelli classici, stanno appollaiati sugli alberi ed è possibile vederli anche non attraverso il vetro. Sono bellissimi!

Il pomeriggio abbiamo visitato Chengdu (con un caldo infernale). Prima siamo andati a People's Park, un bellissimo parco di sentieri e piante ben curate che ospita diverse Tea Rooms - spazi all'aperto dove bere il tè. Ci siamo fermati alla principale, Heming Teahouse, e abbiamo bevuto dell'ottimo Jasmine Tea. Dopo abbiamo preso un autobus per Jinli Street. Ci siamo ritrovati in un quartiere bellissimo di viuzze, negozietti e street food. Nel corso del nostro viaggio ne abbiamo trovati diversi di posti simili a questo, ma non ci hanno stancato mai. Ognuno di loro ha qualcosa di unico e speciale che lascia in chi ci passa e in chi li sa apprezzare la voglia di cercarne ancora. All'interno di Jinli Street c'è anche il santuario di Liu Bei. Vale la pena visitarlo (all'interno c'è un giardino cinese bellissimo) e leggersi la storia dei Tre Regni di Cina, di cui questo santuario onora gli eroi. Jinli Street ci è piaciuta al punto che abbiamo deciso di tornarci per cena. Dopo esserci fatti una doccia in hotel e prima di tornare a Jinli, però, siamo passati dall'Anhui Bridge: un ponte che fonde stile antico e moderno in cuore alla città. Vale la pena visitarlo con la luce del tramonto e le prime luci della sera che si accendono.

Giorno 12 - Giant Buddha di Leshan ⭐⭐

La statua alta 72 metri del Buddha di Leshan è notevole, ma secondo noi non vale investirci una giornata come abbiamo fatto. Il collegamento al Buddha è alquanto complicato (più di due ore solo andata, prendendo metro, treno e taxi). Una volta arrivati non c'è molto da fare e per guardare il Buddha da lontano bisogna prendere il traghetto, opzione che abbiamo saltato perché ci sembrava troppo mainstream. Sconsigliamo questa visita perché, per noi, questo monumento non vale le quattro ore di viaggio che ci voglio a raggiungerlo e tornare a Chengdu. Se dovessimo riprogrammare i nostri due giorni a Chengdu faremmo così.

  • Primo giorno al parco Jiuzhaigou (non ce ne ha parlato nessuno ma in Cina è molto famoso e dalle foto sembra bellissimo);
  • Secondo giorno: quello che abbiamo fatto il Giorno 11 (centro di ricerca dei panda + visita della città).

Tornati da Leshan e con ancora un po' di tempo prima di doverci recare in aeroporto abbiamo deciso di provare una SPA: prima e ultima volta. Non entreremo nel merito perché questo episodio c'entra poco col nostro viaggio, ma diciamo che le nostre conoscenze pregresse su come funziona una SPA in Italia, in Cina, ci sono servite a poco.

 La sera abbiamo preso un volo per Shangri-La e dormito in un hotel che non consigliamo perché sporco e trasudante odore di pollo fritto. La bella notizia? I 17°C!

Giorno 13 - Shangri-La ⭐⭐⭐

La nostra vacanza in Cina ha avuto una macchia durata tre giorni: il primo è quello di Leshan, il secondo è Shangri-La (e per il terzo continua a leggere). Ci siamo svegliati con pioggia e nuvole basse, dunque la nostra aspettativa di vedere i monti di 5000 metri tutto intorno a questa città, che è fisicamente nello Yunnan ma già tibetana, si è infranta molto presto. Spoiler: facendo due conti abbiamo constatato che probabilmente non si vedono nemmeno a ciel sereno, ma ormai è tardi per scoprirlo. Per fortuna il tempo è migliorato e ha smesso di piovere. Dopo aver girato un po' nella Old Town chiamata Dukezong, molto bella e caratteristica, abbiamo preso un Didi per la biglietteria del monastero tibetano Ganden Sumtseling (meno di 10 minuti di auto e poi 10 minuti di autobus per il tempio). Seppur più caro degli standard a cui eravamo abituati vale la pena visitarlo perché diverso dai templi visti finora. Fare i gradini in salita è stato più faticoso del solito: l'aria a 3300 metri (altitudine di Shangri-La) è rarefatta ed è comune sentire qualche giramento di testa.

Verso mezzogiorno abbiamo preso un Didi per il parco Pudacuo (40 minuti da Shangri-La): sconsigliamo la visita. Sicuramente vederlo col sole offrirà uno scenario diverso, ma resta niente di ché. All'ingresso c'è il solito parco a tema; la receptionist, con cui la conversazione è stata, come quasi sempre, difficile, ci ha proposto ed infine venduto i biglietti che includevano la visita di alcuni spazi interni del parco con statue di plastica e cartelli sui muri che raccontano la storia del territorio (ci è sembrata un'esperienza più adatta ai bambini). Il percorso all'interno culmina con un mini-film in 4D che mostra alcune meraviglie della Cina. La visita al parco consiste poi in un tratto in utobus, un percorso a piedi di 2 km lungo un fiume (niente di che) e un giro intorno al lago su una passerella. Morale: skippabile. In alternativa ci è stato consigliato un sentiero di 4 ore noto come Yubeng che porta a un villaggio sperduto.

Rientrati in città abbiamo visitato gratuitamente Guishan Park, il complesso di edifici che domina la città vecchia con il suo tempio e la sua ruota di preghiera (una delle più grandi in Cina). Prima di cenare nella Old Town (di sera ancora più bella) abbiamo fatto un'escursione improvvisata, per non dire inventata, salendo al monumento bianco e oro che domina la città, situato su una sella tra due montagnette (non abbiamo trovato il nome ma dalla città è ben riconoscibile). Abbiamo raggiunto prima il monumento e poi la cima di una di quelle due montagnette. Non si può dire che il panorama sia stato spettacolare, ma la scalata e la vista su Shangri-La dall'alto ci hanno dato finalmente delle vibes un po' più vivide.

Giorno 14 - Gola del Salto della Tigre ⭐⭐⭐

Se qualcuno si è un minimo informato sulla regione dello Yunnan ed è anche solo vagamente interessato al trekking non può non aver letto o sentito della Gola del Salto della Tigre. Chi l'ha fatto dovrebbe dunque storcere il naso vedendo che, qui, questo percorso è descritto in un'unica giornata, quando guide e siti parlano di un trekking di due giorni. Ora ci spieghiamo.

La Gola del Salto della Tigre è un trekking panoramico di 22,5 km a un'altitudine di circa 2400 mslm che collega la località di Qiaotou (che per qualche motivo sulle mappe si chiama Hutiaoxia) e una certa Tina's Guesthouse di una località non ben identificata. I dettagli di questo percorso sono in assoluto i più vaghi, fuorvianti e spesso inesatti di tutti quelli trovati nel nostro viaggio. Riportiamo il link di questa pagina che ci avrebbe fatto piacere leggere prima di intraprendere l'escursione (ma che purtroppo abbiamo trovato solo dopo). Consigliamo di leggerla attentamente se si decide di fare questa esperienza perché spiega nel dettaglio tutto il percorso, gli errori nelle descrizioni riportate dalle guide e gli aggiornamenti sui sentieri chiusi. Qui saremo sintetici.

Il percorso inizia da Qiaotou, dove si deve imboccare la Via Alta. Dopo circa 3.5 km si arriva a una pensione chiamata Naxi House. Si prosegue e poco dopo si incontra il tratto ripido delle "28 bends". Poi il sentiero inizia a spianare e a scendere un po'. Al km 9 circa si incontra la Tea-Horse Guesthouse (molto bella ma poco panoramica). A più di metà percorso si trova la Halfway Guesthouse, attorno a cui hanno, purtroppo, messo in piedi un vasto complesso di hotel ancora in espansione. Di solito i turisti dormono qui e fanno l'ultima parte di percorso il giorno successivo. Una volta raggiunta la Tina's Guesthouse si intraprende il sentiero di discesa che porta proprio giù al fiume, al sasso su cui, secondo la leggenda, una tigre ha fatto un balzo per riuscire a attraversare le acque impervie.

I meno motivati prendono un autobus che porta direttamente alla Tina's Guesthouse e fanno solo la discesa alla gola (che si chiama Middle Gorge). Esiste anche una Low Gorge più avanti ma da quello che abbiamo capito non ci va nessuno ed è meno scenica e famosa della Middle Gorge.

Veniamo ora alla nostra avventura. Partiamo con un autobus alle 8:00 da Shangri-La (gli autobus che ti portano all'inizio del percorso partono da qui o da Lijiang). Sappiamo che il biglietto per Qiatou costa 30¥, mentre quello per la Tina's Guesthouse, cioè la fine del percorso, 50¥. Ci siamo preparati le frasi tradotte in cinese per comprare i biglietti giusti, quelli per Qiatou. Dopo aver fatto un cenno di assenso il bigliettaio ci stampa i biglietti e ci chiede 50¥. Qualcosa non va, lo capiamo subito, ma non c'è tempo (né modo, visto che il signore non parla inglese) di indagare.

Saliamo sull'autobus confusi e un po' innervositi e il conducente avvisa noi e gli altri giovani viaggiatori che si trovano qui per il nostro stesso scopo che ci farà scendere a Naxi House. In pratica, salteremo i primi 3.5 km di percorso. La dose di stizza e dispiacere - è in assoluto  trekking per cui avevamo l'hype più alto di tutta la vacanza - viene rincarata quando scopriamo che il punto in cui il bus lascia noi e gli altri ragazzi non è nemmeno Naxi House, ma un punto a caso, 300m più in basso. Per arrivare su c'è una strada asfaltata non panoramica (perché non contemplata dal percorso originale), oppure una navetta dal costo di 25¥ a persona. Ci sentiamo fregati. Paghiamo e ci facciamo portare a Naxi House dove, finalmente, inizia il nostro trekking.

Per tutto il tempo si cammina su uno dei due pendii di una gola profondissima, una delle più profonde al mondo. Effettivamente è sorprendente vedere il muro di roccia di fronte che si tuffa a precipizio nel fiume sotto. Però diciamo che la vista è più o meno identica per 20 km, quindi abbastanza monotona e poco varia (la giornata nuvolosa con pioggerella frequente non ha aiutato), il fiume è spesso nascosto, e in più il percorso non è niente di che: alterna parti di sentiero sterrato vero e proprio a parti cementate con gradini (tipico in Cina); i cavi della corrente ti accompagnano lungo il tragitto ed è difficile non farli comparire nelle foto. In più lo spirito avventuroso e il senso di tutti quei "portate tanta acqua e cibo" che avevamo letto ovunque vengono meno quando scopriamo che ogni 200 metri c'è un venditore di acqua, frutta o wurstel o un punto di ristoro con tavoli e sedie. Ci eravamo immaginati un'esperienza decisamente più wild. Segnaliamo ai lettori che a un certo punto c'è una terrazza panoramica naturale dove però una vecchia signora chiede 10¥ a testa per accedervi. Follia.

Arriviamo e pranziamo alla Halfway Guesthouse (che su qualsiasi mappa virtuale è segnalata malissimo) circa alle 14:00, mettendoci 3,5 ore di cammino contro le 6-7 che prevedevano la guida e i siti. Dobbiamo ammettere che questa guesthouse è veramente bella e accogliente, ma fermarci alle 14:00 vorrebbe dire "sacrificare" mezza giornata, per un panorama che, a nostro avviso, non merita due giorni di visita. Annulliamo quindi la prenotazione per la notte  (precedentemente effettuata in realtà in uno degli hotel di fianco alla Halfway e che non ci viene rimborsata) e tiriamo dritto per altre due ore circa verso la fine del percorso. Dopotutto la media di cammino della nostra vacanza è di circa 21 km al giorno, con picchi di 27 e 28 km. Dovevamo aspettarci che 22.5 km, diventati 19 per il disguido iniziale, suddivisi in due giorni sarebbero stati fin "troppo" rilassati.

Verso la fine del percorso inizia a piovere forte. A un certo punto del sentiero troviamo un taglio che ci permette di scendere al fiume senza passare da Tina's Guesthouse. Arriviamo a un edificio di cui avevamo letto in precedenza, Teacher Zheng's Guesthouse. Lì il sentiero è sbarrato. Chiuso dall'anno scorso, ci dicono. A fatica e trattando il prezzo ci facciamo portare in macchina (a questo punto sta diluviando) all'imbocco di altri sentieri di discesa: tutti chiusi. Una coppia che gestisce un bar ci informa che si può andare solo alla Low Gorge, svariati chilometri più avanti. Scoraggiati dalla pioggia, dalle indicazioni lacunose e dalla difficoltà nella comunicazione, ci arrendiamo. Abbiamo percorso la Gola del Salto della Tigre senza poter vedere il sasso del Salto della Tigre. Ci domandiamo perché nessuno, dal bigliettaio a Shangri-La all'autista dell'autobus al personale della Halfway Guesthouse con cui abbiamo interagito, ci abbia messo minimamente in guardia. Mistero. Verifichiamo a che ora è l'autobus per Lijiang, la nostra prossima meta:  l'ultimo è alle 15:30. Sono le 17:30. La coppia del bar è così gentile da trovare un passaggio per noi a un prezzo super ragionevole. Ci avviamo verso Lijiang sconfitti ma con una piccola consolazione dalla nostra parte: abbiamo guadagnato un giorno sulla tabella di marcia.

Dunque consigliamo questo trekking? La risposta è: non così. Per quanto immaginiamo sia piacevole passare la notte alla Halfway Guesthouse, non ha tanto senso dedicare due giorni a un percorso di 19 km, almeno se si hanno priorità simili alle nostre (vedere più cose possibili perché "chissà quando torneremo in Cina"). Il nostro consiglio è di arrivare con una navetta simile a quella che ha portato noi a Naxi House fino alla Halfway e da lì fare solo la seconda parte di cammino che è anche la più bella. Arrivati in zona Tina's Guesthouse, se il sentiero a scendere sarà ancora chiuso, avrete tutto il tempo di scoprire come raggiungere la Low Gorge e tornare in tempo per il bus di rientro.

Arriviamo a Lijiang che ancora diluvia. Il nostro hotel Tianhe Inn Peng Lai Ju ci accoglie con quattro cagnoloni bellissimi che ci fanno le feste come se ci conoscessero e la ragazza in reception ci dà un grande aiuto con le prenotazioni future su WeChat. Lijiang: già ci piaci.

Giorno 15 - Lijiang ⭐⭐⭐⭐⭐💯

Finalmente il buco nero della nostra vacanza si ritrae e a farci ripartire col piede giusto è Lijiang. Questa città patrimonio UNESCO ha un centro (Old Town) a dir poco meraviglioso, con vicoli, casette, boutique, piccoli locali, fiori e tanta, tantissima acqua. Lijiang è tutta attraversata da piccoli canali che danno vita a cascatelle, ponti, mulini, la cui acqua proviene dal monte che domina sulla città: il Monte Innevato del Drago di Giada (5590m).

Ci alziamo al mattino senza pioggia ma con il cielo nuvoloso destinato ad aprirsi nel corso della giornata. Attraversiamo Lijiang mentre si risveglia pian piano nel corso della nostra passeggiata. Dopo colazione, servitaci da un signore gentilissimo, raggiungiamo Sifang Square e iniziamo ufficialmente la nostra visita. Elenchiamo le attrazioni.

  • Padiglione Wangu: il punto più alto della città antica. Bisogna pagare 4€ per entrare nel parco che lo comprende. Dall'alto del padiglione si gode della vista sul Monte Innevato del Drago di Giada (che d'ora in poi abbrevierò a Monte Giada) ma noi l'abbiamo visto solo intrappolato nelle nuvole.
  • Palazzo Mu: una gemma. Stupenda residenza della ricca famiglia Mu che governava Lijiang, corredata da un incantevole giardino cinese tutto sull'acqua.
  • Borgo Shuhe: sta a 38 minuti di autobus da Lijiang ed è una meraviglia in ogni suo millimetro. È simile alla Old Town di Lijiang ma è ancora più curato, c'è ancora più acqua e più fiori, sembra di camminare in una cartolina. Sta sicuramente sul podio delle attrazioni viste in questa vacanza.
  • Borgo Baisha: a 15 minuti di auto da Shuhe è un altro bel quartiere, ma c'è molta più gente, molto più street food e meno canaletti e fiori. Ha la particolarità di avere il Monte Giada "stampato" sullo sfondo, quindi molte persone vengono qui per farsi le foto con la bella visuale della montagna alle spalle.
  • Black Dragon Pool: si trova di nuovo a Lijiang (siamo rientrati nel tardo pomeriggio dopo aver visitato i due borghi). Non è minimamente bello come la Old Town ma vale una passeggiata intorno al lago.
  • Perdersi nei vicoli della Old Town (di sera). La Old Town dj Lijiang cambia volto a ogni vicolo e ad ogni svolta. È da girare in lungo e in largo per scoprirne il più possibile. La sera poi è ancora più magica.

Giorno 16 - Monte Innevato del Drago di Giada e Blue Moon Valley + Dali ⭐⭐⭐

Questa escursione potrebbe avere quattro o addirittura cinque stelle, se non fosse per l'impostazione iper-turistica e per niente avventurosa con cui si è costretti a viverla.

Abbiamo deciso di dedicare il giorno guadagnato percorrendo la Gola del Salto della Tigre in un giorno anziché due salendo sul Monte Giada. La visita prevede quanto segue:

  1. Acquistare il biglietto per accedere al parco Yulong Xueshan. Costa 100¥ e si può fare in loco. Addirittura ce lo hanno venduto dal finestrino dell'auto all'ingresso del parco (che sta a meno di un'ora da Lijiang).
  2. Acquistare il biglietto della cabinovia. A questo è meglio provvedere in anticipo perché si rischia di non trovare più posti. Noi siamo stati aiutati dalla ragazza dell'hotel.
  3. Una volta all'ingresso, eventualmente, depositare i bagagli nei locker.
  4. Prendere la cabinovia che porta a 4500m. Da lì si imbocca una passerella di legno che sale fino a 4680m. Non si può raggiungere la vetta e non si può sostituire la salita in cabinovia con un percorso a piedi. Abbiamo trovato informazioni riguardo a dei sentieri che si possono prendere dall'inizio del parco ma non salgono così in alto e soprattutto non siamo sicuri esistano davvero. Quello che sappiamo, da persone che di vette alpine a 4000m ne hanno conquistate, è che arrivarci così, comodamente seduti in cabinovia, ha tutt'altro che il sapore di una vittoria. Oltretutto in cima ci siamo ritrovati insieme a (tanti) turisti che facevano la coda per scattarsi la foto col cartello che segnava l'altitudine ma che apparivano meno interessati alla montagna in sé.
  5. Scegliere quali altre attrazioni del parco visitare tra Blue Moon Valley, Spruce Meadow e Yak Meadow (per questi due bisogna prendere altre cabinovie mentre la prima si raggiunge in autobus).

Noi optiamo per la Blue Moon Valley e troviamo su Komoot un sentiero di 50 minuti che la collega all'arrivo alto della cabinovia, dove ci troviamo noi. Dopo pochi metri di cammino veniamo fermati da un operatore del parco che ci dice che non possiamo proseguire ma non ci spiega il perché. Andiamo a parlare con la polizia, che ci informa che le regole del parco prevedono che gli spostamenti tra un sito e un altro avvengano solo in autobus. Siamo sconcertati, ancora una volta ci viene negata la possibilità di camminare, di fare movimento e goderci la montagna in un ambiente naturale che era qui da ben prima dell'apertura del parco. Amareggiati saliamo sull'autobus e arriviamo comodamente in mezz'ora alla Blue Moon Valley.

La Blue Moon Valley è bellissima, è una valle di piccoli laghi turchesi che brillano sotto la luce del sole (se si becca una giornata come la nostra), cascate, ponti e passerelle. Ci ha stupito vedere che molti turisti, invece che passeggiare lungo i sentieri, si sono fatti trasportare da un punto all'altro della valle con la navetta elettrica.

 Con gli occhi colmi di bellezza ma l'animo svuotato da ogni tipo di soddisfazione facciamo rientro al "campo base" del parco, recuperiamo gli zaini e ci mettiamo in viaggio per Dali.

Dali

Dali avrebbe dovuto avere un giorno tutto per sé, ma per via di un nostro errore valutativo ci abbiamo trascorso solo una sera. Dali sorge a 2000 mslm presso un grosso lago chiamato Erhai. La Old Town, che è la vera parte bella di Dali sta a 14km dalla stazione. Convinti di fare una mossa strategica abbiamo prenotato l'hotel in zona stazione, ma è stato un errore. La strada che collega la stazione alla Old Town è estremamente trafficata. Avevamo letto che ci volevano 40 minuti di autobus, invece ce ne abbiamo messi 50 all'andata alle 19:00 e un'ora di taxi al ritorno alle 22:00: un incubo. Due ore di viaggio per una passeggiata in centro (dopo le due ore di treno Lijiang-Dali, tra l'altro). Per il giorno seguente avevamo programmato la visita alle Tre Pagode e un trekking sui monti Cangshan che fiancheggiano la Old Town. Invece siamo letteralmente fuggiti di fronte all'idea di rifare quella strada altre due volte e sprecare il nostro tempo. La mattina abbiamo quindi preso un treno per Kunming. La Old Town di Dali è molto carina, anche se ci ha colpito meno di altre zone simili. Non diamo una valutazione perché l'abbiamo vista solo in serata. A chi ci volesse andare consigliamo di prendere un hotel in centro.

Giorno 17 - Puzhehei ⭐⭐⭐⭐⭐💯

Dopo numerose e meticolose ricerche su come riempire la nostra giornata con attività NON TURISTICHE abbiamo trovato lui, il parco Puzhehei. Si trova a 280 km a sud di Kunming e si raggiunge prendendo treno + autobus. L'ingresso è gratuito. Sorge su un'area interessata dal fenomeno del carsismo. La maggior parte del terreno della superficie del parco, che si trova a 1400 mslm, è in realtà acqua, che permea e alimenta una vegetazione varia, florida e verdeggiante. La caratteristica più affascinante all'occhio sono probabilmente le montagnette tondeggianti (noi le chiamiamo ironicamente "bubboni") che costellano il parco.

Con non poche difficoltà di dialogo ci facciamo lasciare all'entrata nord, in corrispondenza della partenza del sentiero per Qinglong, che è appunto una di queste simpatiche montagnette. In un quarto d'ora siamo in cima e ci godiamo la splendida e particolarissima vista.

Il parco si può girare a piedi (pensavamo anche in bici ma non abbiamo trovato noleggi) ma i sentieri sono limitati proprio dalla presenza dell'acqua, quindi l'opzione che permette una visita più completa è la barca. Ci sono tre itinerari percorribili con tre tipi di imbarcazioni diverse. La mappa spiega tutto in modo piuttosto chiaro. Noi abbiamo scelto il central tour che ha la durata di un'ora e un prezzo di €25 a testa. Il costo include anche la possibilità di prendere quattro navette-bus per spostarsi nel parco. Inizialmente abbiamo i soliti problemi di comprensione con la biglietteria (noi chiediamo due biglietti, loro capiscono che abbiamo due biglietti e ci indicano di sederci sulla barca, noi capiamo che ci stanno dicendo che ce li venderanno sulla barca; morale: al momento della partenza nessuno ci ha venduto i biglietti, quindi scendiamo, facciamo i biglietti e saliamo su un'altra barca che parte con solo noi due, senza altri turisti: alla fine, top!). Dopo il piacevole giro in barca prendiamo una navetta che ci porta all'Acquatic Sports Center che abbiamo individuato sulla mappa. Lì possiamo noleggiare due SUP al prezzo di €21 ciascuno. Il giro in SUP è stupendo e vediamo persino delle scimmie su un'isola.

 Finalmente soddisfatti prendiamo i mezzi per raggiungere la contea di Shilin dove l'indomani abbiamo l'ingresso alla Stone Forest. Il nostro Yijia Hotel è a 4 minuti a piedi dal parco.

Giorno 18 - Stone Forest + Jiuxiang + Kunming ⭐⭐⭐⭐⭐

A questa giornata diamo 5 stelle sia per le attrazioni visitate, sia per come si è sviluppata la giornata in sé (molto dinamica e schivando in continuazione la pioggia).

Partiamo dalla Stone Forest di Shilin, un capolavoro naturale carsico caratterizzato da una miriade di rocce alte fino a 30 metri che formano un labirinto. Consigliamo vivamente di andarci appena apre la mattina. Noi, arrivando prestissimo, riusciamo a goderci due ore di silenzio perdendoci nella "Main Forest" la parte in cui i muri di roccia sono fitti e i vicoli stretti. Verso le 9:30 iniziamo a sentire un boato lontano farsi poi sempre più forte: sono arrivati i gruppi turistici. Da questo momento in poi facciamo fatica a camminare, ma anche a sentire le nostre stesse voci per via del baccano. Per fortuna la nostra visita è quasi finita e, dopo un'altra ora, usciamo.

A quaranta minuti dalla Stone Forest c'è un'altra area di interesse che si chiama Jiuxiang. È un altro complesso carsico scavato da un fiume sotterraneo che ha generato delle impressionanti grotte. Ovunque abbiamo letto che è preso d'assalto dal turismo di massa, quindi partiamo preparati. Invece, stranamente, non c'è quasi nessuno. Acquistiamo i biglietti completi di tutti i mezzi di trasporto disponibili all'interno del parco (140¥ a persona), perché la nostra giornata prevede di fare un sacco di cose e il tempo è poco. In ogni caso si rivela la scelta migliore, data la vastità del parco e le attività al suo interno che ora spieghiamo (anche perché le informazioni trovate su internet sono ancora una volta confuse).

La visita inizia con la possibilità di prendere un trenino che va a passo d'uomo che percorre una distanza di 300 metri per arrivare alla cabinovia. Sì, avete letto bene, un treno su rotaie, che va a passo d'uomo e che porta 300 metri più in là. Follia pt. 2 (3,4,5...). Non prendetelo e andate a piedi. Prendete invece la cabinovia perché vi risparmia un sentiero che sembra essere veramente lungo (non capiamo perché abbiano messo l'ingresso così distante dalle zone d'interesse), a meno che non abbiate voglia di passeggiare. Alla fine della cabinovia si prende una barca. Non è obbligatoria ma il sentiero alternativo è su asfalto e non sembra granché. Il tragitto in barca dura poco più di 5 minuti. Lasciata la barca si imbocca il sentiero, estremamente scenografico, sulla gola scavata da un fiume color ocra che scorre impervio e chiassoso. Dopo pochi minuti si arriva ad un altro molo. Qui si prende una seconda barchetta che percorre un tratto di fiume bellissimo all'interno di un canyon. Consigliamo vivamente questa opzione anziché il sentiero a piedi (comunque presente) perché permette di vedere il canyon con le sue alte pareti dall'interno. Finito il tragitto in barchetta si inizia il percorso che alterna grotte (illuminate con luci artificiali colorate), tratti di fiume aperto, tratti di fiume sotterraneo e cascate. È tutto veramente bellissimo. Visto senza la calca di turisti poi è ancora più piacevole. Il percorso finisce a una seggiovia (in alternativa c'è il sentiero in salita nei boschi) che porta ad un piazzale. Si cammina qualche centinaio di metri e si giunge alla navetta che riconduce all'ingresso. Per noi questo posto merita la visita.

Prendiamo un Didi per un'ora e quaranta e ci facciamo portare a Laoyuhe Wetland Park a sud di Kunming. Ci era stato descritto come un posto tranquillo con poco turismo. In realtà di gente ne abbiamo trovata parecchia, soprattutto nella foresta "umida" di querce, dove centinaia di alberi emergono direttamente dall'acqua, profonda meno di 50 cm ed esplorabile noleggiando una canoa. Divertente ma molto affollato. Il parco è bello da girare anche a piedi, su sentieri e passerelle (ci sono dei punti della foresta di querce in cui non c'è l'acqua sotto e la si può visitare anche a piedi). Si arriva fino alla riva al Green Lake, uno dei laghi di Kunming. Tra le tre esperienze di questa giornata comunque, questa è quella che consigliamo di meno.

Dopo un'altra lunga ora e tre quarti di metropolitana per arrivare in centro a Kunming (Dongfeng Square), abbiamo camminato fino a raggiungere la Nanping Pedestrian Street e la Old Town, piena di negozi e street food in vicoli illuminati da lanterne e lucine come piace a noi. Consigliato!

E' seguita un'altra ora di metro per arrivare all'hotel, uno di quelli appena fuori dall'areoporto. Abbiamo deciso di pernottare qui per essere comodi l'indomani. Il nostro volo per Shanghai è alle 7:10.

Giorno 19 - Shanghai ⭐⭐⭐⭐

La nostra visita di Shanghai ha previsto queste tappe.

  • French Concession (Ex Concessione Francese): tra il 1849 e il 1943 questa zona fu amministrata dalla Francia come territorio concessionario, con proprie leggi e pianificazione urbana. Proprio per questo ha un aspetto molto diverso dal resto della città: invece di grattacieli e grandi viali si trovano strade alberate, ville in stile europeo ed edifici Art Déco. La parte più affascinante è Tianzifang, con i suoi vicoli stretti e fitti, mentre l'edificio più celebre si trova a Wukang Road. Per un turista europeo non è niente di trascendentale mentre i turisti cinesi ne sono molto affascinati.
  • Yuyuan Garden e Yuyuan Bazaar: bellissima zona di edifici tipici cinesi in stile antico incorniciata dai grattacieli modernissimi sullo sfondo, creando un magnifico contrasto. E' una zona molto attiva (di giorno).
  • Su internet abbiamo trovato menzione di una "Old Street Shanghai", ma nella posizione segnalata da Amap non c'era niente.
  • Siamo riusciti per la prima volta dall'inizio del nostro viaggio a prendere le bici a noleggio messe a disposizione pubblicamente in ogni città cinese (meglio tardi che mai!). Siamo andati in bici alla Shanghai Tower e pagando l'ingresso di 180¥ a persona siamo saliti all'osservatorio in cima (è alta 632 metri e l'ascensore è il più veloce del mondo).
  • Siamo tornati in hotel per una doccia (zona Century Avenue, dove si intersecano ben 4 linee metro).
  • La sera siamo andati a Nanjing Road con l'intento di cenare, ma non ci siamo riusciti. Migliaia di persone percorrono la lunghissima Nanjing Road da ovest a est e viceversa la sera, ma questa strada offre principalmente negozi e boutique di lusso e non ci sono ristoranti particolarmente validi. Ci siamo spostati a Wujiang Snack Street, trovata su internet, ma era un mortorio: pochissime persone e pochi posti che fanno da mangiare. Allora siamo tornati al Yuyuan Bazaar dove eravamo stati pomeriggio e abbiamo fatto in tempo a prendere qualcosa da mangiare al volo prima che chiudesse tutto intorno alle 22:15. A Shanghai questo non ce lo aspettavamo proprio. Come se non bastasse, in tutta questa parte di città non ci sono bici e andare a prendere la metro per spostarci al Bund (l'area da cui ammirare lo skyline) era più lungo che andare a piedi.
  • Ci incamminiamo, arriviamo al Bund e facciamo qualche foto allo skyline. A un certo punto ci accorgiamo che il servizio di traghettamento (unico modo in cui pedoni e ciclisti possono attraversare il fiume poiché non ci sono ponti) chiude. Siamo bloccati dalla parte sbagliata del fiume rispetto al nostro hotel. Cerchiamo un Didi: non ce ne sono. Siamo costretti a prendere un taxi e pagarlo 120¥ per portarci in hotel, una cifra altissima rispetto a tutte quelle mai pagate prima. Noi non eravamo ben informati sugli orari di chiusura, c'è da dire però che in venti giorni di vacanza non ci siamo mai preoccupati di questo aspetto e in nessun'altra città abbiamo avuto problemi di questo tipo. Non pensavamo certo di averli in una città come Shanghai.
  • Per comodità menzioniamo qui un quartiere molto carino di Shanghai anche se ci siamo stati il giorno dopo: Qi Bao. E' una zona di piccoli ristoranti street food e non, negozietti, ponticelli sui canali, ottima per pranzare e acquistare prodotti tipici come salse piccanti o the.

Giorno 20 - Suzhou ⭐⭐⭐

Il nostro tour di Suzhou è durato mezza giornata compresi i viaggi di andata e ritorno da Shanghai. Suzhou è una delle numerose "città sull'acqua" della zona del delta del fiume Azzurro. Patrimonio UNESCO, si è aggiudicata il titolo di Venezia d'Oriente. Noi abbiamo visitato due delle attrazioni che di solito vengono consigliate: il Giardino dell'Umile Amministratore e Pinjiang Road. Le altre includono Tiger Hill, il Giardino del Maestro delle Reti, Shangtang Street e altri nomi che fatichiamo a ricordare ma che sono specificati nell'opuscolo e sulla mappa ottenibili al Tourist Information Center del centro città. Il Giardino dell'Umile Amministratore (biglietto acquistabile in loco) è molto bello ma, a questo punto della vacanza, dopo gli innumerevoli girdini cinesi visitati, probabilmente per stupirci serviva qualcosa di più. Secondo noi ha poco da invidiare anche solo al Yuyuan Garden di Shanghai che, tra l'altro, è meno preso d'assalto dai turisti. Non passi il messaggio che sia "brutto": assolutamente no! Solo lo abbiamo trovato meno stupefacente di altri posti simili, come Jinli Street a Chengdu o Lijiang (Old Town e quartiere Shuhe).

Pingjiang Road è una strada di negozietti affacciata su un canale, molto carina.

Dopo il pranzo al quartiere Qi Bao di Shanghai citato sopra, dove abbiamo acquistato anche dei souvenir, dopo essere stati a People's Park per una rapida foto, dopo aver recuperato i bagagli ai locker alla stzione di Century Avenue, abbiamo salutato la Cina e, con una certa malinconia, ci siamo avviati all'aeroporto di Shanghai. 

Il viaggio, nonostante qualche difficoltà, è stato indimenticabile e ci rimrrà nel cuore. Alla prossima avventura!

Col senno di poi... (Problemi riscontrati e consigli utili)

Prima di tutto, l'informazione essenziale: in Cina il passaporto è fondamentale in qualunque momento della giornata e per qualunque cosa. Ci sono innumerevoli controlli e spesso i biglietti delle attrazioni sono dematerializzati e collegati al passaporto stesso. Da portare sempre con sé.

App e telefonia
Facendo le prime ricerche per organizzare un viaggio in Cina si apprende immediatamente che la maggior parte delle app che in occidente usiamo per la vita quotidiana (WhatsApp, Instagram, Google Maps ecc.) in Cina, o meglio, se si ha una SIM cinese, non funzionano. Il governo cinese blocca tutti i social stranieri e permette l'utilizzo solo di app cinesi. Continuando a leggere troverete la nostra opinione su cosa convenga avere tra eSIM o SIM cinese. Prima però elenchiamo le app cinesi fondamentali per girare, orientarsi e banalmente sopravvivere una volta lì.

  • WeChat e Alipay per prenotazioni, pagamenti e messaggistica (quest'ultima solo su WeChat). Sebbene i servizi che offrono sono simili consigliamo di averle entrambe. Collegateci da subito il passaporto e la carta di credito, bancomat o prepagata che sia. I pagamenti in Cina si fanno quasi esclusivamente tramite QR code, quindi utilizzando queste app. Nota: il contante non si usa praticamente più (noi non siamo mai andati alle macchinette di cambio e abbiamo utilizzato i contanti solo una volta).
    Su Alipay c’è una sezione dedicata ai trasporti. Lì è possibile attivare una tessera virtuale, diversa in ogni città, che permette di pagare con comodità metro e autobus. Ricordatevi di farlo appena arrivate nella nuova città (il GPS rileverà la vostra posizione in automatico e vi proporrà di attivare la tessera giusta). La tessera coincide con un QR code che dovrete mostrare e far scannerizzare ogni volta che prendete un mezzo e farà partire in automatico il pagamento del biglietto.
  • Amap per la navigazione, è il Google Maps cinese ma funziona diversamente. Noi abbiamo avuto spesso problemi con questa app ma è l'unica che copre tutto il territorio ed è utilizzata anche dai local. Probabilmente il malfunzionamento è attribuibile alle eSIM, argomento che tratteremo a breve.
  • Trip.com: è la versione internazionale di Ctrip, l’app di prenotazione più usata in Cina. Noi l’abbiamo usata per tutti gli hotel, treni, voli interni e le principali attrazioni. Sulle attrazioni bisogna stare attenti perché spesso Trip.com vende solo pacchetti o tour invece dei singoli biglietti di ingresso. Inoltre ha disponibilità di vendita limitate quindi potrebbe indicare che i biglietti di un'attrazione per un certo slot orario sono sold out, mentre in loco o su WeChat risulteranno ancora disponibili.
  • Didi è l’Uber cinese, molto comodo da usare. In realtà la piattaforma Didi è accessibile anche da Alipay senza scaricare l'app Didi, ma noi lo abbiamo fatto comunque.

Tutte le app elencate hanno integrato un sistema di traduzione che funziona parzialmente. Può essere che la pagina principale venga tradotta, ma appena si clicca qualcosa (ad esempio, un mini-programmi di WeChat oppure la pagina dei trasporti di Alipay) tutte le scritte tornano in cinese. Il mio telefono è un Google Pixel e ha una funzione molto comoda con la quale, tenendo premuto il tasto Home, i bordi dello schermo si illuminano e compare un tasto per tradurre ogni scritta rilevata. Con iPhone 16 Pro bisogna eseguire degli screenshot e tradurli singolarmente.

Moltissimi servizi in Cina sono accessibili tramite QR code. WeChat e Alipay hanno uno scanner integrato per i QR code con cui si può, ad esempio
- ordinare al ristorante
- comprare biglietti per attrazioni
- noleggiare biciclette
- usufruire dei locker per i bagagli.

Veniamo al dunque: eSIM o SIM cinese?
Amici che prima di noi erano stati in Cina per lavoro o turismo ci hanno dato pareri contrastanti. Alla fine noi abbiamo optato per due eSIM di due compagnie diverse: Airalo e Holafly. Entrambe hanno una VPN integrata che fa funzionare le app occidentali (che nonostante quanto detto sopra restano fondamentali: email di conferma, traduttori, ricerche ecc). La fregatura di questa scelta è che senza un numero cinese non si riesce ad accedere a tutte le funzionalità di WeChat e Alipay. WeChat e Alipay sono associate a un numero di telefono e a un documento d'identità. Tuttavia, per effettuare alcune prenotazioni, per utilizzare le bici pubbliche, talvolta anche per aprire i luggage storage, è necessario riconfermare numero di telefono o numero del passaporto e quelli internazionali non funzionano. A noi, gestire questi impasse organizzativi è costata molta fatica e abbiamo spesso dovuto chiedere aiuto ai gestori degli hotel o dei ristoranti.
Inoltre abbiamo notato che le app cinesi sono molto lente se utilizzate con eSIM, ma estremamente veloci quando utilizzare con connessione WiFi. Questo ci porta a pensare che anche Amap, che abbiamo trovato scomoda e difficile, collabori meglio se associata a una SIM cinese.

Col senno di poi adotteremmo un sistema ibrido:
- uno dei due con SIM cinese + VPN (da attivare prima di partire);
- l'altro/a con eSIM di Holafly (che ha funzionato molto meglio di Airalo).

Trasporti
In ordine di economicità abbiamo bus, metro e Didi. In generale costano molto poco (ci è capitato di fare 20 minuti di taxi per poco più di 2€). A fine vacanza abbiamo scoperto le bici a noleggio (o meglio, solo alla fine siamo rousciti a usarle) e anche queste sono molto comode ed economiche.

I treni ad alta velocitá sono il sistema più comodo per le tratte medio-lunghe: sono puliti, puntuali ed abbastanza economici. Basta arrivare 30 minuti prima in stazione se si ha già il biglietto.

I voli interni (noi ne abbiamo presi 3) sono comodi ma ci hanno riservato delle sorprese. Il primo è stato cancellato con possibilità di riprogrammazione gratuita, per fortuna c'era un volo simile un'ora dopo. La seconda sorpresa è stata sul volo Kunming-Shanghai, dov'è il check-in è stato estremamente lento, quasi da farci perdere il volo. Consigliamo quindi di arrivare sempre con il giusto anticipo e piuttosto attendere in aeroporto.

Con questi tips scoperti un po' per tempo e un po' in ritardo... vi auguriamo buon viaggio!